|
DiPietro A Senigallia, lunedi 22 marzo, ore 17:00 |
|
|
|
|
Scritto da Cesanelli
|
|
Mercoledì 17 Marzo 2010 19:50 |
Di Pietro A Senigallia,
lunedi 22 marzo, ore 17:00
CHIESA di CANCELLI di VIA ARSILLI
incontro con il pubblico
"Senigallia, Marche, Italia: quale futuro?"
|
|
Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 19:56 |
|
ANNUS HORRIBILIS PER I LAVORATORI MARCHIGIANI |
|
|
|
|
Scritto da Stefano Canti
|
|
Lunedì 15 Marzo 2010 14:09 |
|

Pubblichiamo l'articolo di Stefano Canti, su "L'Eco" di marzo 2010 (n°03 - anno 8), in distribuzione dal 12 marzo 2010.
Il quadro complessivo della provincia di Ancona risulta grave.
Il nostro Paese non è ancora uscito dalla crisi. La disoccupazione nel 2010 aumenterà. Nella Provincia di Ancona il caso più significativo è quello dell'Antonio Merloni. Non solo nel settore manifatturiero, dati preoccupanti si registrano anche nell'Edilizia.
Le ore di Cassa integrazione utilizzate nella nostra provincia sono state il 35% del totale di tutta la Regione. E' necessaria una Riforma degli ammortizzatori sociali che equipari aziende artigiane e industriali.
“Mai l’Italia è stata così spaccata in due. Da una parte, il paese dei ricchi, che diventano sempre più ricchi, di coloro che evadono le tasse con metodo scientifico, che fanno soldi con impicci, affari, malversazioni ai danni della pubblica amministrazione e dei cittadini. E’ l’Italia delle mazzette, degli appalti truccati, delle violazioni delle regole sulla sicurezza e sulle tutele dei lavoratori, del soldo facile, dell’arrivismo, della furbizia, del disprezzo per magistrati e giornalisti che fanno onestamente il loro mestiere. Persino molti giovani, ragazze e ragazzi, adolescenti, percepiscono l’aria che tira e si guardano intorno alla ricerca del denaro o del successo facili.
Poi c’è l’altra Italia, per ora sconfitta e umiliata, che si affanna a sopravvivere nonostante si riduca sempre più il potere d’acquisto di salari e pensioni, che perde il lavoro, dipendente o autonomo, oppure non riesce mai a trovarne uno decente. L’Italia che paga le tasse, che va in ansia se il commercialista ritarda la presentazione della dichiarazione dei redditi. L’Italia che pensa che l’impegno nel lavoro e nello studio siano valori da trasmettere ai propri figli”. E’ questo il punto sulla questione italiana fatto dalla CGIL. Una situazione, strascico della crisi economica, finanziaria e sociale, che aumenta fortemente la tensione sociale. “Questa crisi sarà destinata a pesare sul nostro futuro e sulle giovani generazioni, cambiando gli equilibri sociali, e aumenterà le disuguaglianze tra ricchi e poveri nel nostro Paese”, denuncia, il Segretario Generale SPI CGIL Ancona, Anacleto Giuliani, alla luce dei dati ISTAT. Dati preoccupanti come quelli del P.I.L. 2009 che è diminuito del 5% (-4,9%), accompagnato a quello relativo al quarto trimestre 2009 che è diminuito dello 0,2%, e “quindi ancora in discesa”. Tutto questo “mentre negli altri Paesi Europei sono tutti con il segno + e addirittura negli Stati Uniti del +1,4%. Purtroppo questo vuol dire che il nostro Paese non è ancora uscito dalla crisi come autorevoli esponenti del nostro governo stanno sbandierando”. Altro dato preoccupante, denuncia la CGIL, è il rapporto tra debito/P.I.L. che ha, ormai, raggiunto il 117%. “La produzione industriale resta ai livelli di guardia. La disoccupazione nel 2010 aumenterà e tutti i centri studi indicano per quest’anno un peggioramento. Forse un miglioramento ci sarà nel 2011”, indica il Segretario Generale SPI CGIL.
Altro elemento di preoccupazione è il forte calo delle esportazioni. “Nella nostra provincia il caso più significativo è quello dell’Antonio Merloni, oltre 2000 dipendenti più l’indotto sono l’emblema della crisi di un modello di sviluppo che si basava sull’alta concentrazione di manodopera e sulla produzione di un manufatto tecnologicamente poco avanzato. Basti pensare che nel fabrianese l’occupazione nell’industria manifatturiera superava il 50% degli occupati”.
Il Responsabile della Camera del lavoro di Senigallia, Giuseppe Galli, aggiunge: “Non dimentichiamoci che è preoccupante la crisi anche nel settore dell’edilizia, sia pubblica che privata. Abbiamo i dati delle ore lavorate e denunciate dalle aziende nelle varie Casse Edili, e risulta un forte crollo delle attività in edilizia”. Il quadro complessivo della nostra provincia risulta grave, tenendo conto che “le ore di CIG utilizzate nella provincia di Ancona sono state oltre 8.175.000, che sono il 35% del totale delle Marche. C’è un aumento – evidenzia Giuseppe Galli – della CIG del 280% e della mobilità del 102%, nelle Marche, nell’anno 2009 rispetto al 2008. A Senigallia ci sono stati 1000 licenziamenti nel 2009”. E’ una crisi nera quella descritta. Ancor più nera tenendo conto dell’esaurimento degli ammortizzatori sociali. “Stiamo esaurendo in molte aziende della provincia di Ancona la dote delle 52 settimane nel biennio. Le strade da percorrere sono quindi: la cassa straordinaria e, quando va peggio, la mobilità. E’ necessaria – evidenzia sempre il Responsabile della Camera del lavoro di Senigallia – una riforma degli ammortizzatori sociali di tipo universale, che equipari i trattamenti e la durata degli ammortizzatori tra aziende artigiane e industriali, a prescindere anche dal numero dei dipendenti occupati”.
Alla luce di questo contesto sarà strategico e importante lo sciopero del 12 marzo a Jesi per la CGIL, che invita tutti a partecipare. “Lo sciopero del 12 marzo – spiega Giuseppe Galli – servirà a difendere il lavoro contro i licenziamenti, a chiedere un fisco più giusto per i lavoratori dipendenti e i pensionati, ad integrare i migranti regolari che con la legge Bossi-Fini stanno perdendo il lavoro, l’estensione degli ammortizzatori e il permesso di soggiorno”.
“Lo sciopero generale del 12 marzo rivendica, quindi, risposte per i lavoratori italiani e stranieri, i pensionati, perché sia possibile affrontare meglio la crisi. Governo e Confindustria sono chiamati a dare risposte per il lavoro, l’occupazione, il reddito e la convivenza civile”, conclude la CGIL in vista dello sciopero generale.
di Stefano Canti
guarda anche il video:
Per la democrazia, la legalità, il lavoro, i diritti - Luigi de Magistris, piazza del Popolo, sabato 13 marzo 2010:
http://www.youtube.com/watch?v=cX5HP_p9Te0&feature=player_embedded
Antonio Di Pietro a Senigallia
lunedì 22 marzo 2010, ore 17:00,
auditorium Chiesa dei Cancelli (via Arsilli, Senigallia)
per info:
Andrea Cesanelli
cell.: 346-0838655
e-mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
-
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
|
|
FINCHE’ C’E’ LOTTA, C’E’ SPERANZA |
|
|
|
|
Scritto da Dean Hajredini
|
|
Domenica 14 Marzo 2010 11:00 |
La Costituzione italiana è stata scritta e pensata, dopo la guerra, da personalità di qualsiasi colore politico accumunati da una voglia di democrazia e giustizia che poi si protraesse negli anni. La nostra Costituzione è una delle migliori, se non la migliore a livello europeo e di ciò dobbiamo andarne solo fieri, andare fieri di una carta repubblicana e laica che mette tutti allo stesso piano. Questo era quello che accadeva nel passato. Oggi siamo qui, di fronte ad un governo che antepone i propri interessi personali a quelli del paese, un governo che della Carta Costituzionale se ne frega altamente, poi tanto il consenso di un popolo passivo che crede a tutto ciò che gli viene detto e scritto da tv e giornali di proprietà di una sola persona è assicurato. Ma è normale tutto ciò? Sono più di 15 anni che "subiamo" il modo di governare di Silvio Berlusconi, che subiamo decisioni prese da lui (o chi per lui) e per lui e che tralasciano i veri problemi del paese. Ieri pomeriggio a Roma si è tenuta una grande manifestazione di quasi tutti i partiti, le associazioni ed i giornali di sinistra per gridare "Basta" a questo modo di governare. Dire basta a quelle 37 leggi ad personam che ci hanno reso uno Stato ad personam dove tutti sono a servizio di sua maestà. In piazza del popolo erano presenti 200mila persone secondo gli organizzatori. Una cifra alla quale la questura, come di consueto, ha tolto uno zero. Sul palco sono saliti leader politici come Riccardo Nencini, Angelo Bonelli, Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Antonio Di Pietro, Pierluigi Bersani ed infine Emma Bonino in qualità di candidato Presidente alla Regione Lazio e non in nome del partito dei Radicali i quali non hanno aderito alla manifestazione. Poi si sono alternati artisti come Frankie Hi-Nrg il quale ha letto l'articolo 3 della Costituzione seguito da un applauso unanime dei manifestanti, Simone Cristicchi che ha realizzato il rapporto inscindibile che ha ogni singolo cittadino italiano con l'attuale Presidente del Consiglio, ai giornalisti rappresentati in una voce sola da Riccardo Iacona. La parola d'ordine scandita da tutti i leader saliti sul palco è stata "unione" ed il leader dell'Italia dei Valori ha espresso una frase che riassume in poche parole il parere di tutto un popolo di sinistra che vuole vincere: "Ci vuole da parte di tutti coraggio e umiltà, un atto di responsabilità per fare squadra, per dare vita all'alternativa. Dobbiamo stare uniti". Nichi Vendola, uno tra i più applauditi dal pubblico scalda la piazza: "Se è vero che il racconto berlusconiano è finito, noi non possiamo stare seduti sulla sponda del fiume. Il racconto del Cavaliere non funziona più, ma noi non ne abbiamo ancora uno alternativo: oggi qui ricomincia il cantiere dell'alternativa". Nella manifestazione hanno avuto voce anche quei lavoratori che per via della crisi e del totale indifferenza del governo sul tema hanno perso il lavoro, come una impiegata dell'Omsa di Faenza e Barbara Evola, un'insegnante precaria che ha parlato dei recenti suicidi di professori che hanno perso il lavoro ma di cui nessuno ha parlato. Ci hanno definiti un aggregato stravagente o ammucchiata (Silvio Berlusconi). Ci hanno detto che siamo accumunati dall'odio per Berlusconi e non da una voglia di giustizia (Ignazio La Russa). Ci hanno apostrofati come un flop clamoroso, un fallimento insomma (Gasparri e Bonaiuti). Il leader dell'Udc dice che abbiamo manifestato contro e non a favore di qualcosa. Caro Casini, noi abbiamo manifestato contro un modo di fare che ci impedisce di vivere in una società civile e a favore di un "ripristino" della democrazia. Noi dell'Italia dei Valori di Senigallia eravamo ben rappresentati in piazza da candidati e sostenitori e vi assicuriamo che a questo tipo di manifestazioni non mancheremo mai perchè amiamo la democrazia e lo Stato di diritto.
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 14 Marzo 2010 13:25 |
|
TRE APPUNTAMENTI DA NON PERDERE! |
|
|
|
|
Scritto da Stefano Canti
|
|
Sabato 13 Marzo 2010 15:43 |
|

Noi dell’Italia dei Valori Senigallia invitiamo la cittadinanza tutta a partecipare a tre grandi, e importanti, appuntamenti.
Giovedì 18 marzo 2010, alle ore 17:00, presso “La Meridiana” (piazza Roma, Senigallia), l’Italia dei Valori Senigallia incontrerà la scrittrice Samanta Di Persio che presenterà il suo libro “Ju Tarramutu – La vera storia del terremoto in Abruzzo”. “Ju Tarramutu”, insieme di testimonianze di cittadini terremotati raccolte dalla scrittrice aquilana, è il viaggio nella città distrutta dal sisma del 6 aprile, che inizia da ottobre 2008, quando ci furono le prime scosse. Il terremoto in Abruzzo ha fatto il possibile per farsi ascoltare. E’ stato un terremoto “amico” che non ha potuto nulla contro l’arroganza dei vertici della Protezione Civile. Il grido di allarme lanciato dal tecnico Giampaolo Giuliani è rimasto inascoltato, e, a tragedia avvenuta, il terremoto si è trasformato in un reality show di Stato per la propaganda di un potere che si nutre delle proprie vittime. Di tutto questo parlerà l’autrice aquilana Samanta Di Persio.
Sabato 20 marzo 2010, presso la “Sala consiliare” (piazza Roma, Comune di Senigallia), alle ore 17:00, l’Italia dei Valori Senigallia organizza l’incontro “DISABILITA’: PROSPETTIVE E POLITICHE SOCIALI NELLA CITTA’ DI TUTTI”. I disabili nel nostro paese sono 3 milioni di persone, un fenomeno che interessa il 15% delle famiglie. Purtroppo la disabilità, troppo spesso, subisce un atto di vera e propria rimozione culturale. Per questo l’incontro, al quale parteciperanno associazioni e persone impegnate in prima linea nel sociale e nel campo dei servizi alla persona, si prefigge di discutere, promuovere, iniziative e progetti, per “una città solidale nella quale, per la quantità e la qualità dei servizi alla persona disponibili e grazie alla generosità del tessuto associativo, nessuno si senta davvero solo o relegato ai margini della comunità locale”.
L’ultimo importante appuntamento è quello di lunedì 22 marzo 2010, presso l’Auditorium “Chiesa dei Cancelli” (via Arsilli, Senigallia), alle ore 17:00, dove incontreremo il nostro presidente dell’Italia dei Valori, l’On. Antonio Di Pietro. Vera opposizione a questo governo piduista, il nostro presidente ritorna a Senigallia per parlare di politica nazionale e locale.
Tre grandi appuntamenti che, noi dell’Italia dei Valori Senigallia, vi consigliamo assolutamente di non perdere.
|
|
Il 13 marzo parlerò ai cittadini |
|
|
|
|
Scritto da Stefano Canti
|
|
Venerdì 12 Marzo 2010 14:23 |
|

di Antonio Di Pietro
Invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione che si svolgera' sabato 13 marzo, a Roma, alle ore 14,00, in piazza del Popolo. Per chi non potesse scendere in piazza, trasmetteremo l'evento in diretta streaming dal mio blog www.antoniodipietro.it e dal sito www.italiadeivalori.it. La manifestazione potra' essere seguita anche sul canale satellitare Sky 910 dalle 14,30.
Sabato parlerò della crisi economica, del debito pubblico, delle fasce sociali più deboli, del prosciugamento della cassa integrazione, delle imprese lasciate a secco dalle banche salvate dallo Stato, della giustizia sotto assedio, della corruzione dilagante negli appalti pubblici, delle energie rinnovabili, del legittimo impedimento, delle leggi ad personam, del conflitto d’interessi, del progressivo svuotamento di valore dell’informazione pubblica, in primis quella della Rai, della commistione tra organi di controllo e controllati, dell’assalto alla Costituzione e ai principi che governano la democrazia parlamentare, fino al graduale svuotamento del valore delle istituzioni verificatosi in appena due anni di governo del centrodestra.
Parlerò anche di Silvio Berlusconi, ma non solo, poiché sarebbe riduttivo e controproducente accanirsi su di lui visto che la “base golpista” si è allargata a tal punto da renderlo uno dei tanti soggetti che minacciano l’assetto democratico del Paese.
Parlerò ai cittadini per metterli in guardia dai pericoli che corrono ostinandosi a percorrere la strada del berlusconismo.
Il berlusconismo è una nuova cultura della superficialità, è una forma di governo che contiene in se le nefandezze del fascismo, è un ibrido tra oppressione e oscurantismo, certamente lontano dalla democrazia parlamentare. La XVI legislatura non assomiglia per nulla a un governo del popolo.
In piazza sarò chiaro con i cittadini perché è da loro, e solo da loro, che può partire il cambiamento per riportare l’Italia a recuperare le posizioni perdute in ogni settore: dall’economia all’occupazione fino alla reputazione internazionale.
La popolazione ha vissuto sulla sua pelle gli effetti della politica di questo governo e le domande da porre loro sono: “Ora che conoscete chi sono i vostri governanti, ora che avete visto di cosa sono capaci, intendete tornare a dar loro la forza per governare l’Italia, piuttosto che la vostra regione?”. Oppure: “Credete di più nell’ottimismo di un miliardario o nella miseria crescente che vedete ogni giorno per strada?”.
La vera responsabilità della politica in piazza del Popolo sarà far capire agli italiani che il destino del Paese è solo ed esclusivamente nelle loro mani.
Guarda il video:
http://www.youtube.com/watch?v=ZK_5g6yfr9Y
Leggi il volantino:
http://www.antoniodipietro.com/documenti2/13marzof.pdf
ANTONIO DI PIETRO: a Senigallia, lunedì 22 marzo, ore 17:00, presso auditorium Chiesa dei Cancelli
per info:
Andrea Cesanelli
cell.: 346-0838655
e-mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
-
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
|
|
L’IRREALTA’ DEL CAPO IRRESPONSABILE |
|
|
|
|
Scritto da Stefano Canti
|
|
Giovedì 11 Marzo 2010 13:29 |
|

Allora… si è vista una violenta scenata, un presidente del Consiglio visibilmente alterato (anche se ha affermato: “io non sono mai stato irato in vita mia. E’ impossibile vedermi irato! La rabbia è un esclusiva della sinistra.”), un ministro della Difesa che prima gli fa da spalla, poi da guardiaspalla e – un po’ dopo – si presta a fare il picchiatore buttafuori da discoteca, privo del tutto – lui come il suo capo – di ogni senso di realtà.
La vera "lezione" che il presidente del Consiglio ha impartito all'Italia democratica nella conferenza stampa di ieri (più propriamente da chiamare evento brutale e imbarazzante) è stata esattamente questa: un’ennesima (l’ennesima), rancorosa manipolazione dei fatti, seguita dalla solita, clamorosa inversione dei ruoli. Del disastroso pastrocchio combinato sulle liste elettorali non sono "colpevoli" i dilettanti allo sbaraglio del Pdl che hanno presentato fuori tempo massimo documenti taroccati e incompleti, ma i radicali tafferuglisti e i giudici comunisti che li hanno ostacolati. Del pericoloso pasticciaccio deflagrato sul decreto legge di sanatoria non deve rispondere il governo che l'ha varato, ma i legulei "formalisti" del Tar che l'hanno ignorato, i parrucconi costituzionalisti che l'hanno bocciato e i bugiardi giornalisti che l'hanno criticato. Ancora una volta il caimano fa l’unica cosa che sa fare dalla sua “discesa in campo”, rimischiare le carte per far scomparire la realtà e far apparire un mondo fantasioso e irreale dove è perseguitato da fantomatici giudici comunisti, che vogliono “un’elezione come si faceva nei regimi sovietici”, radicali muscolosi e corpulenti che impediscono fisicamente di consegnare le liste, e media della sinistra che fanno opera di disinformazione.
Berlusconi evita accuratamente di assumersi le sue responsabilità di fronte al Paese. Ciò che ha detto e ripetuto, come se fosse vero, è che tutti i presenti, tutti i testimoni, tutti i protagonisti, tutti i poliziotti, i carabinieri, tutti i giudici di gradi, tribunali, funzioni e giurisdizioni diverse si sono inventati tutto. E’ più grave e allarmante di quanto ci possiamo immaginare. Il presidente del Consiglio italiano mente, e questa volta lo fa in tempo reale accanto ai fatti accertati, ai rapporti pubblicati, a sentenze dettagliate e note a tutti, senza smentite e – per quanto se ne sa – ancora senza ricorso. Infatti a dispetto delle nove, puntigliose cartelle con le quali ha ricostruito la sua originalissima “versione dei fatti” stanno due documenti ufficiali. Le motivazioni con le quali il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato il ricorso del Pdl nel Lazio, e i verbali redatti dai Carabinieri del Comando di Roma. Basta leggerli, per conoscere la verità. Non è vero che i responsabili del partito di maggioranza hanno depositato la documentazione "entro le ore 12 del 27 febbraio 2010". Non solo la famosa "scatola rossa" con le firme è stata "riscontrata" solo alle ore 18 e 30. Ma all'interno di quel vero e proprio "pacco", come scrive il Tar, "non erano presenti i documenti necessari prescritti dalla legge". Né "l'atto principale della dichiarazione di presentazione della lista provinciale dei candidati del Pdl, né la dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato, né la dichiarazione di collegamento della lista provinciale con una delle liste regionali, né la copia di un'analoga dichiarazione resa dai delegati alla presentazione della lista regionale, né i certificati elettorali dei candidati, né il modello del contrassegno della lista provinciale, né l'indicazione di due delegati autorizzati a designare i rappresentanti della lista...".
Letta in chiave politica, la sceneggiata di ieri è un segnale di oggettiva debolezza, di un evidente stato di tensione in un partito mai nato e di un capo del governo che non ha mai pensato a governare, ma solo a comandare; imbarazzante come prova è l’annuncio da capo fazione chiamando il suo popolo in piazza il prossimo 20 marzo. L'intera politica berlusconiana, ormai, si distribuisce e si esaurisce in pochi, nevrili sussulti emergenziali: esibizioni strumentali su urgenze di scala nazionale (i rifiuti, il terremoto) e forzature parlamentari su esigenze di tipo personale (processo breve, legittimo impedimento). Per il resto, da mesi l'azione di governo è svilita, svuotata e votata alla pura sopravvivenza. Immaginare altri tre anni così, per un Paese sfibrato come l'Italia, fa venire i brividi. E’ ora che il centrosinistra si assumi le sue responsabilità e costruisca un’alternativa di governo che oggi più che mai l’Italia ha bisogno, senza commettere gli errori del passato. Ecco perché è importante che l’opposizione stia unita e che l’alternativa si costruisca sull’asse IdV-Pd per riportare il Paese su un sentiero di crescita economica, di equità fiscale, di modernizzazione sociale, di democrazia, libertà e giustizia. Ora sta al centrosinistra costruire e far tornare al centro della politica l’interesse generale.
|
|
|